{"id":4116,"date":"2024-10-10T10:49:00","date_gmt":"2024-10-10T10:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/info.jobfarm.it\/index.php\/2023\/03\/10\/investire-nel-patrimonio-artistico-italiano-per-far-crescere-il-paese-giovanni-valagussa-storico-dellarte-e-docente-universitario\/"},"modified":"2024-11-24T16:27:30","modified_gmt":"2024-11-24T16:27:30","slug":"intervista-a-giovanni-valagussa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/news.jobfarm.it\/index.php\/2024\/10\/10\/intervista-a-giovanni-valagussa\/","title":{"rendered":"Intervista a Giovanni Valagussa"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Da specialista e storico dell\u2019arte quali sono i gap nel mondo dell\u2019arte che non consentono l\u2019incontro tra\u00a0 i giovani e il lavoro?<\/strong><\/h2>\n<p>\u00a0Manca l\u2019iniziativa pubblica, <b>un paese che ha una grossa fetta del patrimonio artistico mondiale non pu\u00f2 ridurre i costi di gestione, a lungo termine \u00e8 una scelta suicida<\/b>. Non investendo su una delle principali risorse del paese non si crea la possibilit\u00e0 di rendere pi\u00f9 utili queste risorse e si lascia il tutto in una situazione assurda per certi versi. I costi di preservazione del patrimonio sono pubblici ma tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 dare degli utili \u00e8 concesso ai privati, in questa situazione di poco intervento pubblico si innesca un circolo vizioso che porta da nessuna parte.<\/p>\n<h2><strong>Ad un giovane appassionato di arte che consigli pu\u00f2 dare?<\/strong><\/h2>\n<p>Da una parte si fa un lavoro bellissimo essendo anche un campo molto affascinante che da soddisfazioni, in fondo <b>ci occupiamo per lavoro di ci\u00f2 che gli altri fanno in vacanza:<\/b> <br \/>visitiamo musei, mostre, luoghi storici. D\u2019altro campo si sa, <b>trovare occupazione nel mondo dell\u2019arte purtroppo \u00e8 difficile perch\u00e8 dal lato pubblico, investe molto poco e ci sono <br \/>di conseguenza molti meno concorsi pubblici rispetto a 30 anni fa, dall\u2019altra parte <br \/>se si lavora coi privati \u00e8 pi\u00f9 semplice trovare lavoro, col grosso limite che il privato <br \/>si occupa di arte per un ritorno economico che gli permette di rimanere in piedi, <br \/>ci\u00f2 \u00e8 contraddittorio<\/b>. Quando ho cominciato alla fine degli anni \u201880 la situazione era molto diversa, si viveva un clima di maggiore entusiasmo perch\u00e8 c\u2019era molta fiducia nei riguardi <br \/>di questo affascinante mondo, anche perch\u00e8 <b>il ministero dei beni culturali,\u00a0 istituito nel \u201874, <br \/>aveva dato grande slancio alla riscoperta del patrimonio, e negli anni \u201880\u2019 si parlava dei giacimenti culturali, indicandoli come \u2018petrolio italiano\u2019, una risorsa pubblica e produttiva, in grado di dare slancio a settori dell\u2019economia<\/b>. Le cose poi sono andate diversamente, un po\u2019 perch\u00e8 il pubblico <br \/>ha investito sempre meno, <b>non sono state date agevolazioni fiscali ai privati che incentivassero <br \/>a investire in modo liberale nel settore e sempre pi\u00f9 si \u00e8 messa in atto l\u2019abbinamento dei beni culturali al turismo, che di per s\u00e8 \u00e8 un giusto ragionamento ma cos\u00ec si guarda ai beni culturali <br \/>in funzione della loro attrattivit\u00e0 turistica<\/b>. Ci\u00f2 pu\u00f2 risultare un abbinamento culturale giusto <br \/>ma di base non \u00e8 cos\u00ec, poich\u00e9 nella pratica ne viene fuori un problema di \u2018\u2019pesi specifici\u2019\u2019, <br \/>per cui alla fine allo stato risulta una visione negativa sui beni poich\u00e9 la manutenzione costa, <br \/>e pone luce sul turismo che d\u00e0 entrate economiche. Si tratta di un abbinamento improprio <br \/>che ha portato a scelte recenti controproducenti per lo stesso settore guardando solo al lato economico e turistico, tralasciandone la cura e lo studio.<\/p>\n<h2><strong>Lei ha partecipato al progetto di Actl, Fedora, che attraverso percorsi umanistici e l\u2019acquisizione di competenze digitali nell\u2019arte si occupa di aiutare i giovani ad avvicinarsi al mondo dell\u2019arte. In che modo secondo lei il digitale pu\u00f2 aiutare l\u2019arte e l\u2019occupazione dei giovani?<\/strong><\/h2>\n<p>Dico intanto che il progetto Fedora approfondisce questo lato che manca completamente nei percorsi di studi statali. <b>Come sappiamo tutti, avere queste competenze \u00e8 fondamentale ad oggi per la tutela e catalogazione dei beni culturali, quest\u2019ultimo dato per\u00f2 varia a seconda delle regioni, in Lombardia ad esempio \u00e8 stato fatto un ottimo lavoro. Bisognerebbe aprirsi al campo dell\u2019arte digitale, come gli NFT, opere realizzate online acquistabili solo digitalmente, si stanno creando un mercato. Per un giovane avere queste competenze \u00e8 basilare.<\/b><\/p>\n<h2><strong>Nel mondo artistico per gli studiosi quanto \u00e8 importante i social e il digitale?<\/strong><\/h2>\n<p>Credo sia importante e poco praticato, soprattutto tra persone nate negli anni \u201860 come me, ma comunque non so quanto sia praticabile una cooperazione digitale a livello di studio poich\u00e9 ci si affida ad oggi ancora ai libri e alla biblioteca, alla lettura di contributi scientifici.<\/p>\n<p>Le riviste di storia dell\u2019arte online anche sono ancora molto poche e poco seguite, quindi da questo punto di vista la situazione attuale non rende fondamentale questo tipo di collaborazione. <b>La condivisione di notizie di mostre e di informazioni divulgative per\u00f2 \u00e8 centrale. A ci\u00f2 si aggiunge la nascita della comunicazione rivolta al pubblico online e qui a livello comunicativo ci sono novit\u00e0, alcuni storici hanno creato una sorta di linea parallela anche ironica alle volte, della storia dell\u2019arte, online<\/b>. Se si ha iniziativa e voglia di stare nella visibilit\u00e0 pubblica si apre quasi un campo da influencer.<\/p>\n<h2><strong>Cosa potrebbe fare la scuola per avvicinare i giovani al mondo dell\u2019arte e della cultura e per dare loro un futuro?<\/strong><\/h2>\n<p>Innanzitutto ricordo che <b>la scuola pubblica ha ridotto drasticamente le ore di storia dell\u2019arte a secondo degli indirizzi, qui ritorna sempre l\u2019approccio suicida di cui parlavo poich\u00e8 \u00e8 lo Stato stesso che sceglie di tagliarsi le radici.<\/b> Al di l\u00e0 di questo per\u00f2 c\u2019\u00e8 un problema di cultura generale. Mi \u00e8 capitato di andare in Cina e di rimanere l\u00ec per un po\u2019 e sono rimasto molto colpito come un paese cos\u00ec avanti sulla tecnologia, e con un passato culturale che ha preferito cancellare per abbracciare una cultura Marxista, abbia dimostrato tale apertura. Oggi abbiamo un fenomeno opposto: <b>Il governo cinese ha aumentato le ore di insegnamento delle discipline umanistiche quali l\u2019arte, il teatro la filosofia. Ci\u00f2 va di pari passo con la valorizzazione dei siti archeologici e degli scavi. Negli ultimi 10 anni in Cina si inaugura in media un museo al giorno, il che \u00e8 un valore tanto incredibile quanto impressionante<\/b>. C\u2019\u00e8 dunque un grande investimento pubblico e una grande incentivazione dei privati a versare le loro ricchezze nel collezionismo e nei musei privati. Ci\u00f2 non solo ha fatto accrescere il mercato del collezionismo e dell\u2019arte contemporanea, ma anche il numero dei collezionisti di arte antica cinesi. Viene certo in mente la retroazione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 quello di tipo identitario della Cina e di riconoscimento storico. Un po\u2019 come in epoca fascista c\u2019\u00e8 stata una forte valorizzazione dell\u2019arte romana per accrescere l\u2019affermazione dell\u2019identit\u00e0 corrente. E\u2019 un fenomeno con luci e ombre. se immagino ci\u00f2 che possa fare l\u2019italia per valorizzare il suo patrimonio artistico la risposta ricade sempre sull\u2019aumento degli investimenti pubblici in un settore che dovrebbe ritenere fondamentale, anche con corsi di assunzione. Oggi si sa, si entra in questo mondo fondamentalmente per conoscenze, ci\u00f2 \u00e8 disincentivante. Una valutazione oggettiva \u00e8 quasi rarit\u00e0 ormai e come ricaduta negativa si ha che gli studenti delle facolt\u00e0 umanistiche diminuiscono. Non sono un economista ma se lo Stato contrae un settore, a prescindere genera un meccanismo negativo su tutti gli ambiti di quel settore, in Italia ad esempio il collezionismo sta quasi scomparendo. La consapevolezza cinese diventa un modello da cui prendere esempio.\u00a0<\/p>\n<p>Se si vuole dare voce a tutte le realt\u00e0 italiane in nascita \u00e8 bene iniziare ad agire diversamente da come si \u00e8 fatto.\u00a0<\/p>\n<p>Interviste<\/p>\n<p>2023-03-10 10:49:58<\/p>\n<p>https:\/\/news.jobfarm.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4349_0_584146078-kB0D-U33201910311474k7B-656&#215;492@Corriere-Web-Bergamo.jpg<\/p>\n<p>https:\/\/news.jobfarm.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4349_0_584146078-kB0D-U33201910311474k7B-656&#215;492@Corriere-Web-Bergamo.jpg<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da specialista e storico dell\u2019arte quali sono i gap nel mondo dell\u2019arte che non consentono l\u2019incontro tra\u00a0 i giovani e il lavoro? \u00a0Manca l\u2019iniziativa pubblica, un paese che ha una grossa fetta del patrimonio artistico mondiale non pu\u00f2 ridurre i costi di gestione, a lungo termine \u00e8 una scelta suicida. 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